Digiuno prima degli esami: quando serve e cosa si può bere
"Ricordati di venire a digiuno" è la frase più ripetuta prima di un prelievo. Ma cosa vuol dire esattamente, e vale per tutti gli esami? Ecco le risposte.
Perché si chiede il digiuno. Dopo un pasto, nel sangue salgono zuccheri, grassi e altre sostanze, e alcuni esami ne risultano alterati. Per misurare i valori "di base" occorre un periodo senza mangiare.
Quanto dura. Di norma tra 8 e 12 ore. Se il prelievo è alle 8 del mattino, l'ultimo pasto va fatto verso le 20 della sera prima. Fare una cena leggera aiuta.
Quali esami lo richiedono di solito
- glicemia e curva da carico di glucosio;
- colesterolo e trigliceridi;
- insulina;
- ferro (sideremia);
- alcuni altri dosaggi, secondo le indicazioni del laboratorio.
Per quali di solito non serve. Emocromo, TSH, PSA, VES, PCR e molti altri esami si possono fare anche non a digiuno. Se nella richiesta ci sono esami diversi, vale la regola dell'esame più esigente. Se non sei sicuro, chiedi alla segreteria al momento della prenotazione.
Cosa si può e non si può fare durante il digiuno
- Sì: acqua naturale, nella quantità che bevi di solito.
- No: caffè (anche amaro), tè, latte, succhi, bibite, chewing-gum, caramelle e fumo, perché possono alterare alcuni risultati.
- Farmaci: non saltare le terapie importanti di tua iniziativa. Ne parliamo in un altro articolo.
Troppo digiuno non è meglio. Oltre le 14-16 ore alcuni valori possono alterarsi, e si rischiano malessere e capogiri, specie negli anziani e nei diabetici. Chi ha il diabete e prende insulina o altri farmaci ipoglicemizzanti deve chiedere al medico come comportarsi.
Se ti sei dimenticato e hai mangiato. Dillo al personale: potrebbe essere possibile fare comunque alcuni esami o riprogrammare il prelievo.
Da ricordare
- Il digiuno dura 8-12 ore e si può bere solo acqua.
- Non per tutti gli esami serve: controlla sempre la richiesta.
- Se hai dubbi o sei diabetico, chiedi prima.