Esami nei bambini: come preparare tuo figlio

Esami nei bambini: come preparare tuo figlio

Per un bambino il prelievo può essere un momento emozionante, e la serenità dei genitori è la cosa che più lo aiuta. Con un po' di preparazione, l'esame sarà più semplice per tutti.

Il digiuno nei bambini. Le regole sono diverse da quelle degli adulti e dipendono dall'età. Indicativamente:

  • neonati e lattanti: non devono stare a lungo senza mangiare; spesso basta lasciar passare 2-3 ore dall'ultima poppata o pasto;
  • bambini piccoli: di solito poche ore di digiuno;
  • bambini più grandi e adolescenti: un digiuno più vicino a quello degli adulti, ma comunque più breve.

Il personale del laboratorio e il pediatra ti daranno le indicazioni precise per gli esami richiesti. Un bambino piccolo non deve mai restare troppo a lungo senza mangiare né bere. L'acqua, di norma, è consentita.

Prima del prelievo

  • Spiega a tuo figlio cosa succederà, con parole semplici e vere: "ti faranno una puntura piccola e veloce per prendere un po' di sangue". Evita di dire che non farà male.
  • Scegli l'orario in cui di solito è più tranquillo, e porta con te un gioco, un peluche o un libro.
  • Se vuoi, parla con il pediatra della possibilità di usare una crema anestetica sulla pelle: richiede di essere applicata con anticipo, secondo le indicazioni.
  • Assicurati che abbia bevuto acqua, se consentito.

Durante il prelievo

  • Resta accanto a tuo figlio, parlagli con voce calma e tienilo in braccio o per mano, secondo le indicazioni dell'operatore.
  • Distrailo con una canzone, una storia o un gioco.
  • Mantieni un atteggiamento sereno: i bambini percepiscono le emozioni dei genitori.
  • Premiare con un piccolo regalo o un adesivo dopo l'esame può aiutare per le volte successive.

Le urine dei più piccoli. Per i bambini che non controllano ancora la vescica si usano appositi sacchetti adesivi, da applicare dopo un'accurata igiene. Se non sono state emesse entro circa mezz'ora, il sacchetto va cambiato dopo aver rilavato la zona. Il personale ti spiegherà come usarli correttamente.

Dopo l'esame. Dai da mangiare e da bere a tuo figlio appena possibile. Premi bene sul punto del prelievo e controlla che non sanguini.

Da ricordare

  • Il digiuno dei bambini è più breve e dipende dall'età: chiedi sempre.
  • Spiegare con sincerità cosa succederà riduce la paura.
  • La tua calma è il sostegno migliore.
Farmaci e integratori prima degli esami: cosa fare e cosa dire

Farmaci e integratori prima degli esami: cosa fare e cosa dire

I farmaci, e anche molti integratori, possono modificare i risultati degli esami. La regola più importante è una sola: dirlo sempre al personale del laboratorio e al medico, senza sospendere nulla di propria iniziativa.

Non sospendere le terapie da soli. Farmaci per la pressione, il cuore, il diabete, la tiroide, l'anticoagulazione o l'epilessia non vanno interrotti per fare un prelievo. Smettere può essere pericoloso, e di solito non serve: chi legge il risultato terrà conto della terapia. Nei rari casi in cui la sospensione è necessaria, a stabilirla è il medico.

Quando conta l'orario. Per alcuni esami serve rispettare un orario preciso rispetto all'ultima dose. Per esempio, per dosare la concentrazione di certi farmaci nel sangue (come alcuni antiepilettici, immunosoppressori o la digossina) il prelievo si fa spesso prima della dose successiva. Per chi prende la levotiroxina, il medico può consigliare di assumerla dopo il prelievo. Segui le indicazioni ricevute.

Gli integratori che più spesso interferiscono

  • Biotina (vitamina B7): contenuta in molti prodotti per capelli e unghie, può falsare diversi esami, tra cui TSH e ormoni tiroidei, alcuni ormoni sessuali e la troponina. Se la prendi, chiedi per quanto tempo sospenderla: spesso si consigliano alcuni giorni, ma dipende dalla dose e dal tipo di esame.
  • Integratori di ferro: possono alterare la sideremia. Il laboratorio può chiederti di sospenderli per qualche giorno prima del prelievo.
  • Creatina: può far salire la creatinina senza che i reni siano malati.
  • Vitamina C ad alte dosi e alcuni prodotti erboristici: possono interferire con certi test.

Altri farmaci da segnalare

  • contraccettivi ormonali e terapie ormonali sostitutive;
  • cortisone;
  • antibiotici e antimicotici, in particolare prima di colture e tamponi;
  • anticoagulanti e antiaggreganti;
  • diuretici, antinfiammatori e farmaci per il colesterolo.

Come comportarti in pratica

  1. Prepara un elenco di tutto ciò che prendi, farmaci, integratori e prodotti erboristici, con dosi e orari.
  2. Portalo con te o consegnalo all'accettazione.
  3. Chiedi al laboratorio o al medico se serve cambiare qualcosa prima dell'esame.

Da ricordare

  • Non interrompere mai farmaci importanti senza parlare con il medico.
  • Dire sempre quali integratori si prendono, biotina compresa.
  • Per alcuni esami l'orario dell'ultima dose conta.
PSA e spermiogramma: come prepararsi

PSA e spermiogramma: come prepararsi

PSA e spermiogramma sono due esami tipicamente maschili, molto diversi tra loro, ma con un punto in comune: il risultato dipende molto da come ci si prepara.

PSA (antigene prostatico specifico)

È un esame del sangue che misura una proteina prodotta dalla prostata. Serve a controllare la salute della prostata, ma può salire anche per cause non gravi. Il digiuno in genere non serve, ma conviene seguire alcune precauzioni nelle 48 ore prima del prelievo:

  • evita rapporti sessuali ed eiaculazione;
  • evita bicicletta, moto, equitazione e altri sport che premono sulla zona prostatica;
  • se hai fatto una visita con esplorazione rettale, una cistoscopia, un cateterismo o una biopsia, chiedi al medico quanto aspettare: dopo una semplice visita bastano pochi giorni, dopo una biopsia servono alcune settimane;
  • se hai una cistite, una prostatite o un'altra infezione in corso, è meglio rimandare l'esame a guarigione avvenuta.

Se prendi farmaci per la prostata come finasteride o dutasteride, comunicalo sempre: abbassano il PSA e il medico deve tenerne conto.

Spermiogramma

Analizza il liquido seminale: quantità, aspetto, numero, mobilità e forma degli spermatozoi. È l'esame di base nello studio della fertilità maschile.

Prima dell'esame

  • Astieniti da rapporti ed eiaculazione per un periodo tra 2 e 7 giorni, in genere 3-5 giorni. Un periodo troppo breve o troppo lungo può alterare il risultato.
  • Evita alcolici nei giorni precedenti.
  • Segnala febbre alta, malattie, antibiotici o altri farmaci presi nelle ultime settimane.

La raccolta. Si ottiene per masturbazione, preferibilmente nelle stanze riservate del laboratorio. Se la raccolta avviene a casa:

  • lava mani e genitali;
  • usa solo il contenitore sterile fornito dal laboratorio;
  • non usare saliva, lubrificanti, oli o preservativi comuni, che danneggiano gli spermatozoi;
  • raccogli tutto il campione: la prima parte è la più ricca di spermatozoi, quindi segnala se ne hai perso una parte;
  • scrivi nome e ora della raccolta e consegna entro 30-60 minuti, tenendo il contenitore a temperatura corporea, per esempio in una tasca interna, al riparo da freddo e caldo.

Perché a volte si ripete. Il liquido seminale cambia da un giorno all'altro. Se un valore risulta fuori dalla norma, di solito si ripete l'esame dopo 2-4 settimane, prima di trarre conclusioni.

Da ricordare

  • Per il PSA: niente rapporti né sport sulla sella nelle 48 ore prima.
  • Per lo spermiogramma: astinenza di 3-5 giorni e consegna rapida del campione.
  • Un risultato isolato non basta: lo valuta il medico.
Esami ormonali, ciclo mestruale e gravidanza: quando fare il prelievo

Esami ormonali, ciclo mestruale e gravidanza: quando fare il prelievo

Gli ormoni variano nel corso del mese, del giorno e persino in base allo stress. Per questo, per molti esami ormonali il momento del prelievo è importante quanto l'esame stesso. Il medico indica sulla richiesta il giorno giusto: ecco come orientarti.

Gli ormoni legati al ciclo mestruale. Il primo giorno del ciclo è il primo giorno di mestruazione vera, cioè con flusso abbondante. A partire da quello si contano i giorni.

Esame

Quando eseguirlo, di norma

FSH, LH, estradiolo

Tra il 2° e il 5° giorno del ciclo

Progesterone

Circa 7 giorni prima della mestruazione attesa (in un ciclo di 28 giorni, intorno al 21°-23° giorno)

Prolattina

Al mattino, dopo un po' di riposo; in genere non è legata al giorno del ciclo

Testosterone, DHEA-S, androstenedione

Spesso nei primi giorni del ciclo, secondo il medico

Per le donne con ciclo irregolare o assente, il medico indica quando eseguirli. Lo stesso vale in menopausa.

La prolattina e lo stress. La prolattina può salire per stress, sforzi, rapporti o stimolazione del seno. È bene arrivare con calma e riposare una ventina di minuti prima del prelievo, secondo le indicazioni del laboratorio.

Cortisolo. Ha un ritmo giornaliero, con valori più alti al mattino. Di solito si preleva nelle prime ore della giornata, e in alcuni casi si richiede anche un prelievo serale. Segui l'orario indicato.

La pillola e altre terapie. I contraccettivi ormonali, le terapie sostitutive e altri farmaci cambiano molti valori. Non sospenderli di tua iniziativa: comunica al medico e al laboratorio cosa assumi.

In gravidanza o con il dubbio di esserlo. Segnalalo sempre prima del prelievo. Nel test di gravidanza si misura la beta-hCG nel sangue, che si può rilevare molto presto. In gravidanza gli ormoni (come la tiroide) hanno valori di riferimento diversi dal solito, quindi è importante che il medico lo sappia per leggere correttamente i risultati.

Gli ormoni maschili. Il testosterone ha il picco al mattino. Per questo il prelievo si fa preferibilmente tra le 7 e le 10, spesso a digiuno.

Da ricordare

  • Per FSH, LH ed estradiolo conta il giorno del ciclo, in genere dal 2° al 5°.
  • Il progesterone si misura nella seconda metà del ciclo.
  • Non sospendere contraccettivi o terapie senza parlarne con il medico.
La curva da carico di glucosio: come prepararsi a un esame di due ore

La curva da carico di glucosio: come prepararsi a un esame di due ore

La curva da carico di glucosio (OGTT, dall'inglese Oral Glucose Tolerance Test) è un esame che richiede tempo e un po' di organizzazione, ma è semplice e sicuro. Serve a vedere come l'organismo gestisce una quantità nota di zucchero, e si usa quando la sola glicemia a digiuno non basta a chiarire la situazione, oppure per cercare il diabete in gravidanza.

Nei giorni prima

  • Per almeno tre giorni segui un'alimentazione normale, senza ridurre i carboidrati (pane, pasta, riso, frutta). Una dieta povera di zuccheri può falsare il risultato.
  • Evita attività fisica molto intensa nelle 24 ore precedenti.
  • Se hai febbre, un'infezione o un'altra malattia acuta, rimanda l'esame e avvisa il laboratorio.
  • Se prendi farmaci che incidono sulla glicemia (come cortisone o diuretici), chiedi al medico cosa fare.

La sera prima e la mattina dell'esame

  • Fai una cena normale e poi digiuna per 8-12 ore. Puoi bere solo acqua.
  • Non fumare.
  • Porta con te qualcosa da leggere: i tempi di attesa sono lunghi.

Come si svolge

  1. Si fa un primo prelievo di sangue a digiuno, per misurare la glicemia di partenza.
  2. Ti viene data da bere una soluzione dolce contenente glucosio, in genere 75 grammi disciolti in acqua, da bere in pochi minuti. Il sapore è molto dolce e può dare un po' di nausea.
  3. Poi si attende seduti e a riposo. Dopo 1 ora e dopo 2 ore si ripete il prelievo, a volte anche con altri tempi, secondo l'indicazione del medico.

Durante l'attesa non devi mangiare, fumare né fare movimento, e puoi bere solo acqua. L'esame dura in tutto circa due ore e mezza, tre.

In gravidanza. Viene richiesta di solito tra la 24ª e la 28ª settimana per cercare il diabete gestazionale. I tempi e le modalità sono stabiliti dal ginecologo: segui le sue indicazioni.

Se non ti senti bene. Capogiri, sudorazione o nausea sono possibili. Avvisa subito il personale.

Da ricordare

  • Alimentazione normale nei tre giorni prima e digiuno di 8-12 ore.
  • Durante l'esame resta a riposo, senza mangiare né fumare.
  • Non farla se hai febbre o sei ammalato.