Check-up: quali esami fare e ogni quanto
Un check-up è un controllo periodico che si fa quando si sta bene, per scoprire in tempo eventuali problemi che ancora non danno sintomi. Non esiste un pacchetto di esami valido per tutti: dipende da età, sesso, familiarità, abitudini di vita e farmaci assunti. Per questo il punto di partenza è sempre il medico di famiglia.
Gli esami di base più comuni. Per un adulto in buona salute il controllo di partenza comprende di solito:
- emocromo, per verificare globuli rossi, bianchi e piastrine;
- glicemia, per scoprire un possibile diabete;
- colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi, per valutare il rischio per cuore e arterie;
- creatinina, per controllare i reni;
- transaminasi (AST e ALT), per controllare il fegato;
- esame delle urine;
- TSH, per la tiroide, se il medico lo ritiene utile.
Ogni quanto ripeterli. In una persona sana, un controllo ogni uno o due anni è in genere sufficiente, salvo diversa indicazione del medico. Chi ha una malattia cronica, prende farmaci o ha valori già alterati deve controllarsi più spesso.
Oltre il sangue: gli screening. Con l'avanzare dell'età si aggiungono i controlli offerti dal Servizio Sanitario, per esempio la ricerca del sangue occulto nelle feci per il tumore del colon-retto, il Pap test o il test HPV per le donne e la mammografia. Le fasce di età e gli inviti dipendono dai programmi della propria Regione.
Più esami non significa più salute. Prescrivere molti esami "per sicurezza" può portare a risultati lievemente fuori norma senza importanza clinica, con ansia e ulteriori accertamenti inutili. Meglio un controllo mirato, scelto con il medico.
Da ricordare
- Il check-up si fa da sani, non solo quando compaiono i disturbi.
- Gli esami vanno scelti con il medico in base a età e rischi personali.
- In genere basta ripeterli ogni uno o due anni, se i valori sono normali.
- Gli screening organizzati sono gratuiti e affiancano il check-up.