Anemia e carenza di ferro: come riconoscerle
L'anemia è una riduzione dell'emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l'ossigeno nel sangue. Quando ce n'è poca, i tessuti ricevono meno ossigeno e il corpo si affatica. La causa più frequente è la mancanza di ferro, ma ce ne sono altre.
Come si manifesta. Stanchezza persistente, pallore, mancanza di fiato anche per sforzi piccoli, palpitazioni, mal di testa, vertigini, difficoltà di concentrazione, unghie fragili e capelli che cadono. Nelle fasi iniziali la carenza di ferro può esserci anche senza anemia vera e propria.
Chi è più a rischio
- donne con mestruazioni abbondanti;
- donne in gravidanza e in allattamento;
- chi segue una dieta vegetariana o vegana senza un'adeguata attenzione agli alimenti ricchi di ferro;
- chi soffre di perdite di sangue, per esempio dall'intestino, o di malattie come la celiachia;
- bambini e adolescenti nei periodi di crescita rapida.
Gli esami utili. L'emocromo mostra emoglobina, globuli rossi e dimensioni delle cellule. La ferritina misura le riserve di ferro dell'organismo ed è il dato più utile per capire se il ferro è carente. Si possono aggiungere sideremia e transferrina. Il medico valuta i risultati insieme, perché un singolo valore può trarre in inganno.
Non prendere il ferro "a caso". Gli integratori di ferro vanno assunti solo se serve e per il tempo indicato: l'eccesso fa male e può mascherare altre cause. Soprattutto, una carenza di ferro in un adulto, specie se uomo o donna in menopausa, richiede di capire da dove si perde sangue.
A tavola. Il ferro è presente nella carne, nel pesce e nelle uova, ed è ben assorbito. Anche legumi, verdure a foglia verde e cereali ne contengono, e l'assorbimento migliora se si associa una fonte di vitamina C, come un agrume.
Da ricordare
- La stanchezza prolungata merita sempre un controllo con emocromo e ferritina.
- Non assumere integratori di ferro senza averne verificato la necessità.
- Se manca il ferro, il medico cerca anche la causa.